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Riflessioni · Amore e libertà

Stare accanto, senza possedere.

Sto leggendo e riflettendo molto sulla narrazione dell’amore romantico. Sul «vissero per sempre felici e contenti», sulle aspettative che lo accompagnano e sullo spazio che lasciano alle persone reali.

Mi chiedo quanto sia possibile interrogare questi modelli senza sentirci subito fuori posto. Quanto delle nostre relazioni scegliamo davvero, e quanto, invece, ereditiamo da ciò che ci è stato insegnato?

Una relazione che possa cambiare

Credo nella possibilità di condividere profondamente la vita con un’altra persona. Ma condividere, per me, significa anche poter evolvere, crescere, creare e cambiare insieme.

Quando un modello diventa una gabbia, può essere difficile parlarne. Il quieto vivere può invitarci a tacere, a nascondere bisogni o a mentire persino a noi stessi. E allora mi domando: ne vale la pena?

Mi interessa la possibilità di scegliere consapevolmente come vivere una relazione. Anche la monogamia può essere una scelta: mi chiedo però quanto sia libera quando le altre possibilità vengono considerate, a priori, strane o sbagliate.

Non cerco un modello valido per tutti. Credo nel valore di poter fare domande, riconoscere i propri bisogni e parlarne apertamente, nel rispetto e nel consenso delle persone coinvolte.

Desiderare che l’altro fiorisca

Scegliere può spaventare, perché ci mette a confronto con i nostri limiti, le nostre fragilità e le nostre paure. Anche l’idea di lasciare libertà all’altro può toccare parti molto vulnerabili di noi.

Desiderare che l’altro fiorisca esattamente per chi è. Non pretendere di possederlo.

Per me, amare significa anche provare a non chiedere all’altro di riempire ogni vuoto o lenire ogni ferita. Non perché non possiamo avere bisogno di vicinanza, ma perché una persona non può essere la risposta a tutto ciò che ci manca.

E può significare riconoscere, pur nella sofferenza, che il bene dell’altro non coincide sempre con il restare accanto a noi.

Due mele intere

Mi accompagna un’immagine: una mela tagliata a metà comincia presto a ossidarsi. Due mele intere, invece, possono stare una accanto all’altra e attraversare insieme il tempo.

Non cerchiamo soltanto qualcuno che ci completi. Coltiviamo anche la relazione con noi stessi: impariamo a conoscerci, a volerci bene, a costruire una vita che sentiamo nostra.

Non dobbiamo diventare perfetti o completamente autosufficienti per amare. Possiamo però cercare uno spazio in cui stare insieme sia una scelta, e non soltanto il tentativo di fuggire dalle nostre mancanze.

Stare accanto, continuando a essere persone intere.

Parliamone insieme